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23/12/2015, 10:12

Processo Penale Telematico, protocollo, avv. Gianmaria V. L. Bonanno





 



Partiamo da un assunto, anzi due.
Uno. Accogliamo sempre con estremo favore ogni iniziativa e ogni risultato, anche piccolo, che renda più agevole gli adempimenti per gli Avvocati, quelli di noi, per usare l’espressione di un amico, che consumano le suole delle scarpe percorrendo le aule di giustizia.
Due. Abbiamo, per natura, un atteggiamento costruttivo nelle critiche e lo abbiamo mantenuto in ogni occasione, perché non si addice al nostro spirito e non ci appartiene quel modo di essere distruttivi per il piacere o il dispetto di esserlo o perché dobbiamo metterci in mostra.

Brevemente, cosa non va e cosa si potrebbe migliorare nel recente "Protocollo d’intesa con Ordine Avvocati di Roma, Camera Penale di Roma, Associazione Nazionale Forense di Roma per il deposito atti via PEC da parte degli Avvocati", che ci impegneremo a proporre, come sempre, anche grazie ai Vostri contributi.

Beninteso, lo scopo principale di queste proposte e modifiche è principalmente quello, in assenza di regolamentazione specifica in materia, di cercare di uniformare, per quanto possibile, le attività processuali dei vari settori della giustizia, prendendo come base di partenza la normativa tecnica in ambito civilistico, sia processuale, sia sostanziale.
Da aggiungere e non sottovalutare, l’ulteriore finalità, altrettanto importante, di iniziare a "sensibilizzare" i Colleghi penalisti all’uso degli strumenti e dei servizi della Giustizia Telematica, con cui, fortunatamente, la nostra Professione sta prendendo dimestichezza.

1. Attualmente è previsto che gli atti del difensore siano stampati, firmati di pugno, scansionati e poi trasmessi.
Sarebbe il caso di prevedere che l’atto del difensore sia depositato direttamente in documento informatico firmato digitalmente, in PDF cd. "nativo", con l’ulteriore e connesso vantaggio di implementare l’uso, da parte dei difensori, del dispositivo di firma digitale che consente attualmente di effettuare in via telematica la richiesta delle informazioni alla Procura ai sensi dell’art. 335 c.p.p., attraverso il relativo servizio QUI.
Il documento informatico firmato digitalmente eviterebbe al difensore, quanto meno nell’imminenza del deposito, la stampa, la firma autografa e la scansione, mantenendo inalterato il carattere formale e sostanziale delle istanze (carta intestata, ecc..) e, anzi, rendendolo sicuramente più gradevole esteticamente e più "leggero" da trasmettere.
Chiaramente, l’attività di scansione dei documenti da allegare all’istanza resterebbe tale.

2. Alla PEC del deposito andrebbero, così, allegati due file: uno sarebbe l’atto del difensore, l’altro quello contenente tutti i documenti allegati, corredato dal relativo indice.
Sarebbe da eliminare, inoltre, l’attuale limite di n. 30 pagine per deposito.

3. Bisognerebbe estendere l’orario del deposito, per essere considerato pervenuto in giornata e avvenuto tempestivamente, entro la fine del giorno di scadenza e, quindi, entro le ore 23,59 del giorno in cui si dovrebbe depositare, anziché le ore 12 come attualmente previsto.
Entro le ore 23,59, affinché il deposito sia considerato effettuato in giornata, dovrà essere pervenuta alla casella PEC del difensore la Ricevuta di Avvenuta Consegna, cd. RdAC, generata dal gestore della casella PEC del destinatario. Qualora ciò dovesse avvenire oltre il predetto limite il deposito sarà considerato effettuato il giorno successivo.

Invitiamo i Colleghi, soprattutto i penalisti, a proporre idee, modifiche o soluzioni alternative rispondendo nell’apposita discussione che si trova QUI

Come sempre, grazie.

Avv. Gianmaria V. L. Bonanno


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