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21/12/2018, 08:30

cyberbullismo, reati digitali, stalking, documenti informatici, prova legale, avv. Gianmaria V. L. Bonanno, avv. Laura Murolo, dott. Dario Tornese, inevidenza





 



In un’epoca in cui i profili di problematicità legati all’evoluzione tecnologica alimentano il dibattito tra coloro i quali vedono nel progresso una grande opportunità per il futuro e chi, invece, il male del secolo, non può non tenersi conto anche dei benefici oggettivi che la tecnologia porta con sé.     
E proprio dalla parte sana del cybermondo arriva MyTutela: un’applicazione del tutto gratuita, attualmente disponibile per sistemi operativi Android, ma in arrivo anche per i dispositivi Apple, che costituisce il primo strumento anti molestie per le vittime di reati commessi attraverso l’uso dello smartphone o di altri strumenti tecnologici. 
Il funzionamento è molto semplice ed intuitivo, proprio per rendere l’utilizzo dell’app alla portata di tutti: a fronte di una registrazione necessaria, l’utente troverà davanti a sé un unico tasto attraverso il quale potrà indicare il numero (o i numeri) di telefono da cui provengono le molestie e decidere se autorizzare l’applicazione a procedere alla registrazione delle telefonate che interverranno con l’utenza indicata (questa scelta, comunque, è facoltativa). Da quel momento l’applicazione inizierà a raccogliere ed archiviare in modalità forense solo i dati relativi alle interazioni (sms, chiamate, WhatsApp, chat, immagini e video) che avranno luogo con il numero di telefono indicato, i quali verranno custoditi all’interno di uno spazio protetto (cloud), accessibile in qualunque momento dall’utente inserendo le proprie credenziali sul sito www.mytutela.it, dal quale è anche possibile scaricare un report degli elementi acquisiti da allegare alla successiva denuncia ed utilizzabile nell’immediatezza delle indagini, fugando così il rischio di perdita dei dati contenuti nello smartphone nel caso in cui questo venisse perso, distrutto o sottratto alla vittima. 
A tutto ciò si aggiungono due ulteriori funzioni molto importanti: la funzione "Chiamata S.O.S.", che permette di chiamare immediatamente un numero di emergenza preimpostato o direttamente le Forze dell’Ordine e la funzione "Audio Ambiente", che consente di registrare ed archiviare con modalità forense, sempre all’interno dello spazio protetto, l’audio del luogo in cui si trova la vittima con il suo smartphone, al fine di raccogliere evidenze digitali in caso di violenze fisiche o verbali. 
Cos’è l’acquisizione e analisi dei dati in modalità forense? 
Dopo aver parlato dell’applicazione MyTutela e averne spiegato le finalità e le modalità d’utilizzo è opportuno comprendere quali sono, dal punto di vista giuridico, i presupposti che regolano l’utilizzo dei dati contenuti all’interno di un supporto digitale come prove, in assenza dei quali si rischia di rimanere privi di elementi giuridicamente rilevanti all’atto della denuncia o in sede processuale. 
Di questo si occupa l’informatica forense: un settore della scienza digitale forense specializzata nell’analisi ed estrazione di dati contenuti all’interno dei dispositivi elettronici, al fine di certificarne in maniera incontestabile alcune caratteristiche quali, ad esempio, la loro provenienza, la data, l’orario. È bene sapere che i dati archiviati all’interno dei supporti digitali contengono una serie di informazioni rilevanti a fini probatori, le quali non sono raggiungibili dall’utente comune, ma solo attraverso un processo di estrazione che attribuisca loro un valore giuridico. Come si evince, quindi, qualunque acquisizione di dati digitali contenuti all’interno di un dispositivo elettronico effettuata personalmente dall’utente, come ad esempio lo "screenshot" di una conversazione o la foto salvata da un profilo social, sebbene possa qualificarsi come elemento indiziario all’interno di un processo, in caso di contestazione, non potrà mai essere qualificata come prova in quanto priva dei requisiti di certezza e idoneità richiesti dalla legge. Per questi motivi, in tutti i casi in cui si renda necessario acquisire prove contenute all’interno di smartphone, tablet o personal computer, è necessario disporre materialmente del supporto all’interno del quale i dati sono contenuti e procedere alla loro estrazione secondo la modalità forense. 
Con MyTutela tutto questo è storia: il processo di acquisizione, custodia e archiviazione in modalità forense dei dati rilevanti a fini probatori, contenuti all’interno di smartphone e tablet, avverrà in maniera del tutto automatica e gratuita, ottimizzando i tempi della giustizia e garantendo a chiunque ne abbia bisogno una tutela a portata di click.

Avv. Gianmaria V. L. Bonanno, Avv. Laura Murolo, Dott. Dario Tornese



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