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Movimento Forense Dipartimento Nazionale Giustizia Telematica

Il blog sulla Giustizia Telematica a cura del 

Movimento Forense Dipartimento Nazionale Giustizia Telematica

 

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contributi di diritto

08/05/2019, 10:05

sicurezza informatica, password, PEC, avv. Gianmaria V. L. Bonanno, avv. Maria Chiara Ruzza



Violazione-degli-account-PEC-degli-Avvocati-di-Roma


 



Gentile Collega,
nella giornata di martedì 7 maggio u.s. sono stati violati gli archivi informatici di alcune note imprese che forniscono servizi per gli Avvocati tra i quali l’account di Posta Elettronica Certificata con estensione "ordineavvocatiroma.org" e l’account per l’accesso alle visure telematiche, al rinnovo di firma digitale e punto di accesso privato al PCT.
La violazione ha comportato il trafugamento e la pubblicazione on line di liste contenenti account con elenchi di nome utente e password originariamente assegnati dal gestore per quanto riguarda la casella PEC e di username e password scelti e forniti dall’utente all’atto della registrazione per quanto riguarda gli ulteriori servizi accessori.
I dati rubati, per quanto è stato possibile apprendere al momento, non sono quindi aggiornati all’ultima password scelta e fornita dall’utente e i problemi e i rischi di un accesso abusivo al proprio account riguarderebbero solo gli utenti avvocati che non hanno provveduto al cambio di queste password.
Coloro che le hanno cambiate, invece, dovrebbero stare tranquilli, per lo meno in questo momento.
Tuttavia, come spesso accade, nome utente e password scelti in fase di registrazione per l’account utilizzato per fruire dei servizi di visure telematiche, rinnovo di firma digitale e punto di accesso privato al PCT, potrebbero essere stati indicati dall’utente anche per l’accesso ad altri account (anche per la vita privata) per evitare il problema di averne tanti e differenti tra loro.
Consigliamo, pertanto, come abbiamo sempre fatto anche per la gestione dell’account di posta elettronica ordinaria, di procedere nei prossimi giorni alla sostituzione delle credenziali tramite l’utilizzo di un gestore di password o l’uso raccomandato di password più complesse.

Avv. Gianmaria V. L. Bonanno
Responsabile Dipartimento Nazionale Giustizia Telematica Movimento Forense

Avv. Maria Chiara Ruzza
Presidente Movimento Forense sezione di Roma
08/04/2019, 12:48

notifiche PEC, errori, avv. Edoardo Ferraro, avv. Gianmaria V. L. Bonanno, inevidenza



L’errore-fatale-della-Cassazione-sulla-validità-del-registro-INI-PEC.-La-sentenza-n.-3709/2019.
L’errore-fatale-della-Cassazione-sulla-validità-del-registro-INI-PEC.-La-sentenza-n.-3709/2019.


 



Non c’è niente da interpretare.C’è solo la Legge da rispettare e da applicare. 
Il pubblico registro INI-PEC è e resta valido perl’estrazione degli indirizzi ai fini delle notifiche a mezzo PEC in materiacivile, penale, amministrativa, contabile e stragiudiziale.

DISPOSIZIONI LEGISLATIVE VIGENTI: 
Art. 16 ter d.l. 179/2012 - Pubblici elenchi pernotificazioni e comunicazioni
1. A decorrere dal 15 dicembre 2013, ai fini dellanotificazione e comunicazione degli atti in materia civile, penale,amministrativa, contabile e stragiudiziale si intendono per pubblici elenchiquelli previsti dagli articoli 6-bis, 6-quater e 62 del decreto legislativo 7marzo 2005, n. 82, dall’articolo 16, comma 12, del presente decreto,dall’articolo 16, comma 6, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, nonché ilregistro generale degli indirizzi elettronici, gestito dal Ministero dellagiustizia.1-bis. Le disposizioni del comma 1 si applicano anchealla giustizia amministrativa.

Art. 3 bis l. 53/1994 
1. La notificazione con modalità telematica si esegue amezzo di posta elettronica certificata all’indirizzo risultante da pubblicielenchi, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente lasottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici. Lanotificazione può essere eseguita esclusivamente utilizzando un indirizzo diposta elettronica certificata del notificante risultante da pubblici elenchi [...].  

Art. 6 bis d.lgs. 82/2005 - Indice nazionale dei domicilidigitali delle imprese e dei professionisti 
1. Al fine di favorire la presentazione di istanze,dichiarazioni e dati, nonché lo scambio di informazioni e documenti tra isoggetti di cui all’articolo 2, comma 2 e le imprese e i professionisti inmodalità telematica, è istituito il pubblico elenco denominato Indice nazionaledei domicili digitali INI-PEC delle imprese e dei professionisti, presso ilMinistero per lo sviluppo economico. 
2. L’Indice nazionale di cui al comma 1 è realizzato apartire dagli elenchi di indirizzi PEC costituiti presso il registro delleimprese e gli ordini o collegi professionali, in attuazione di quanto previstodall’articolo 16 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, conmodificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. I domicili digitali inseritiin tale Indice costituiscono mezzo esclusivo di comunicazione e notifica con isoggetti di cui all’articolo 2, comma 2. 2-bis. L’INI-PEC acquisisce dagli ordini e dai collegiprofessionali gli attributi qualificati dell’identità digitale ai fini diquanto previsto dal decreto di cui all’articolo 64, comma 2-sexies. 
3. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 13 DICEMBRE 2017, N.217)). 
4. Il Ministero per lo sviluppo economico, al fine delcontenimento dei costi e dell’utilizzo razionale delle risorse, sentital’Agenzia per l’Italia digitale, si avvale per la realizzazione e gestioneoperativa dell’Indice nazionale di cui al comma 1 delle strutture informatichedelle Camere di commercio deputate alla gestione del registro imprese e nedefinisce con proprio decreto, da emanare entro 60 giorni dalla data di entratain vigore della presente disposizione, le modalità di accesso e diaggiornamento. 
5. Nel decreto di cui al comma 4 sono anche definite lemodalità e le forme con cui gli ordini e i collegi professionali comunicanoall’Indice nazionale di cui al comma 1 tutti gli indirizzi PEC relativi aiprofessionisti di propria competenza e sono previsti gli strumenti telematiciresi disponibili dalle Camere di commercio per il tramite delle propriestrutture informatiche al fine di ottimizzare la raccolta e aggiornamento deimedesimi indirizzi. 
6. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al presentearticolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanzapubblica. 

Viste le segnalazioni di preoccupanti provvedimentiemessi da alcuni giudici di merito, INVITIAMO i MAGISTRATI ad applicare laLegge e a ignorare l’interpretazione resa nella sentenza n. 3709/2019 dellaCorte Suprema, affetta da un evidente quanto grave errore materiale. 
ESORTIAMO, altresì, gli AVVOCATI a contrastare fermamenteogni comportamento teso a sostenere tale inaccettabile interpretazione.

MOVIMENTO FORENSE
DIPARTIMENTO NAZIONALE GIUSTIZIA TELEMATICA
I Responsabili
Avv. Gianmaria V. L. Bonanno
Avv. Edoardo Ferraro

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27/03/2019, 10:35

errori, querela, social network, Instagram, avv. Gianmaria V. L. Bonanno



La-notifica-di-un-post-su-un-social-network-come-conoscenza-di-un-fatto…-Procura-della-Repubblica-di-Roma.
La-notifica-di-un-post-su-un-social-network-come-conoscenza-di-un-fatto…-Procura-della-Repubblica-di-Roma.


 



Riportiamo la richiesta diarchiviazione avanzata da un sostituto procuratore della Repubblica di Roma incui lo stesso, in qualità di P.M., ha ritenuto tardiva la presentazione di unaquerela sull’errato assunto che il querelante avrebbe avuto notizia del fattocostituente l’ipotesi di reato dalla pubblicazione, da parte del querelato, sulsocial network Instagram di una fotografia che rappresentava, appunto, il fatto-reato:"com’è noto la pubblicazione comporta unanotifica per tutti i followers (quale era anche il ’querelante’ [n.d.r.]),pertanto la querela appare presentata oltre i termini previsti". 
Il pubblico ministero, quindi,non ha alcun dubbio sulla data dell’effettiva conoscenza da parte del querelantedel fatto-reato ipoteticamente commesso dal querelato... 
L’errore dal punto di vistagiuridico appare evidente, perché, anche qualora venisse generata unanotifica, essa non potrebbe in alcun modo costituire un elemento idoneo adeterminare l’incontrovertibile conoscibilità di un fatto - quale è nelcaso de quo la pubblicazione della fotografia - in quanto significherebbeequiparare una notifica social alla ricezione di una raccomandata o di una PEC,non considerando peraltro l’ipotesi che un soggetto possa accedere al socialnetwork con cadenza settimanale o mensile (e non per forza giornaliera, come ècorretto che avvenga per una casella di posta elettronica certificata), oaddirittura potrebbe aver disinstallato l’applicazione dal proprio smartphone,pur mantenendo inalterato il suo status di follower. 
Al di là di questo, inoltre, emerge un’errata e scarsa conoscenza del social network Instagrame del funzionamento delle relative notifiche. Secondo lo stesso, infatti, lapubblicazione di un contenuto su Instagram comporterebbe la conoscenza di quelcontenuto per tutti gli utenti che sono anche follower dell’autore dellapubblicazione, ma la pubblicazione di un contenuto da parte di un utente nongenera notifiche di sorta ai suoi follower, salvo il caso in cui sia stataespressamente attivata la specifica funzione.

Avv. Gianmaria V. L. Bonanno

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